SCRIVIAMO INSIEME in lavorazione
Quando eravamo piccoli i nostri genitori ci leggevano delle fiabe , magari stesi sul letto o in braccio a mamme e papà seduti sul divano, ci sentivamo protetti e coccolati, ma soprattutto ci sentivamo trasportati in un mondo diverso, lontano e affascinante, misterioso e coinvolgente e sognavamo di essere inseguiti dai draghi, di essere braccati dai pirati, o di volteggiare tra le liane come Tarzan, magari eravamo rincorsi dagli indiani, e scappavamo su veloci cavalli, o forse viaggiavamo in un'astronave verso mondi lontani, o ancora ci inoltravamo in un bosco nascondendoci dal lupo o dagli gnomi, forse abbiamo visto da lontano l'orco Shrek o la strega cattiva... Poi abbiamo scoperto quanto affascinate è il mondo dell'investigatore leggendo da soli le storie di Geronimo Stilton, o abbiamo condiviso le avventure di Topolino, i sentimenti di Lucy e il mondo degli adolescenti o anche le disavventure di Diario di una schiappa". Ora siamo noi gli scrittori e vi proponiamo alcuni nostri saggi.
Prof. Pav. e 2^B
I segreti nascosti
Era una serata buia e quattro ragazzi chiamati Sara, Massimo, Olivia
e Dan, decidono di esplorare il loro liceo di notte avendo rubato
le chiavi dall'ufficio del preside durante la pausa pranzo.
All'inizio vanno nelle classi principali, poi però notano una porta mai vista... allora decidono di entrare, subito si accorgono che è una cantina molto buia e spaventosa, quindi per evitare di rimanere intrappolati dentro, mettono un ferma-porta e iniziano ad esplorare. Vedendo che l'ambiente è vuoto decidono di uscire, ma quando arrivano alla porta, la trovano chiusa. Si spaventano e, presi dal panico, iniziano chiedere aiuto, in quel momento Olivia nota una lettera sul pavimento, la raccoglie, la apre e la legge ai suoi amici, ci sono scritti i loro nomi con dei pezzi di giornale e un messaggio che dice questo: “Ognuno di voi sta nascondendo un grande segreto agli altri. Se volete uscire da questa cantina, dovete rivelarli”. Inizialmente i quattro amici non fanno fatto caso al biglietto anonimo, ma mentre cercano una via d'uscita notano una scritta sul muro fatta con del sangue fresco che recita : ”Avete tempo fino a lunedì al suono della prima campanella per rivelare i vostri segreti o MORIRETE!!!”. I ragazzi si spaventano, ma nessuno è ancora pronto a rivelare i propri segreti. Sara ha il sospetto che dietro i messaggi ci sia Dan, perché ha notato una ferita sul suo braccio e che quando i messaggi appaiono, lui è sempre in disparte. Decide di dirlo ad Olivia e Massimo, ma loro pensano che Dan non l'avrebbe mai fatto. Passano le ore e Dan, che ha l'orologio, comunica che manca solo un'ora al suono della campanella. Presa dal panico, Sara decide di iniziare per prima a rivelare il suo segreto, e cioè che aveva preso un'insufficienza in matematica pur essendo la più intelligente della scuola. I suoi amici rimangono un po' sorpresi, ma capiscono la situazione. A seguirla confessa Massimo dicendo che ha una cotta per Olivia. Olivia rimane sconvolta dalla confessione, anche Dan sembra sconvolto. Quando arriva il turno di Olivia, lei rivela che ormai da quasi un anno sta insieme a Davide, il più popolare e carino della scuola. A quel punto Massimo e Dan rimangono veramente basiti dalla rivelazione. Dan che è il più sorpreso di tutti, si tocca la tasca dei jeans affannosamente come per cercare qualcosa. Dopo pochi secondi tira fuori dalla tasca un coltellino svizzero e dice: “ Mi dispiace per aver creato disagio, ma è tutta colpa mia e "OLIVIA IO TI AMO!”. A quel punto si infilza il coltellino nella pancia e muore sul colpo. In quell' esatto momento suona la campanella e i ragazzi ancora scioccati dal suicidio di Dan pensano di essere salvi perché hanno rivelato i loro segreti, ma succede una cosa ancora più strana, Sara muore di colpo, però non ha nessuna ferita come se fosse morta per una malattia. La porta si apre di scatto e i due ragazzi vivi escono traumatizzati dall'accaduto. Due giorni dopo esce sulla pagina del giornale della scuola il vero segreto di Sara, perché quello che aveva confessato era una bugia, il vero segreto è che da due settimane le era stato diagnosticato un tumore. Infatti lei era morta perché non aveva rivelato questo suo grande segreto e per il suo tumore.
I due cadaveri dei ragazzi rimangono per sempre dimenticati dal mondo in quella cantina maledetta che li ha uccisi. Gli unici a ricordarli sono Olivia e Massimo, anche loro toccati dalla maledizione della cantina, ma sopravvissuti per aver detto la verità.
Quel
povero ragazzo
(tratto da una storia vera)
11
giugno 1955, al circuito della Sarthe, si gareggiava una delle gare
più prestigiose dell' anno, la 24 ore di Le Mans, in Francia.
Durante
la gara, verso la fine, la Mercedes di Pierre Levegh provocò uno
degli incidenti più fatali della storia del Moto-sport mondiale.
Pierre
colpì il pilota Mike Hawthorn , che era in testa alla gara e spiccò
il volo, violando le regole della fisica, sbattè il muretto e la
vettura infuocata si divise a metà: la prima metà volò addosso
alla folla, mentre la seconda contenente il pilota incominciò a
prendere fuoco. I marshal non riuscirono a salvare Pierre a causa
del fuoco incontenibile, Pierre morì all'
interno della vettura a causa dei fumi tossici e delle alte
temperature.
La
prima metà della vettura, come scritto in precedenza, volò addosso
alla folla tranciando i tifosi, i morti furono
84 e i feriti 120. Questo fatto portò negli anni successivi un
grande miglioramento della sicurezza in pista e il maggior numero di
Marshal nelle zone più pericolose di tutte le piste, ma
alla fine non bastò come lezione, infatti altri piloti nello stesso
tracciato morirono o rischiarono la stessa fine di Pierre, un
povero ragazzo.
(Martin e Leonardo)
il
MISTERO NELLA CASA ABBANDONATA
Un
giorno due fratellastri, di nome Filippo e Davide, decisero che per
la notte di Halloween sarebbero andati ad
esplorare
una casa abbandonata.
Filippo
era un ragazzo con occhi marroni, non molto alto e con dei capelli
corti, Davide era un ragazzo con capelli color nocciola ed era magro.
I
due ragazzi alle ore 21:00 si incamminarono verso la casa , dove una
famiglia molti anni prima era stata uccisa da un killer di nome
Paciano. Si diceva che questo killer abitasse ancora in quella casa.
Tuttavia i due ragazzi credevano fosse una leggenda quindi andarono
comunque ad esplorare quel luogo; alle 21:30 arrivarono alla casa e
ci entrarono subito.
L’abitazione
era molto antica, c'erano ancora dei mobili vecchi e ammuffiti,
appena i due entrarono, notarono subito un quadro molto strano che
aveva del sangue nei bordi. Non si spaventarono molto e continuarono
ad esplorare l’interno. Arrivarono nella cucina , aprirono il frigo
e trovarono la testa di una persona morta, riposta dentro un
barattolo. Intanto i due si erano accorti che non erano da soli, così
a mezzanotte iniziarono a cercare un posto dove passare la notte
perchè era molto tardi e avevano paura di uscire all’aperto.
Entrarono in una stanza da letto e trovarono una lettera su cui era
scritta una frase: -Paciano sa che sei qui – . Affianco alla
lettera trovarono un foglio con delle regole da rispettare per
sopravvivere durante la loro permanenza :
Terrorizzati
, cercarono quindi di uscire dalla casa, ma notarono che la porta era
stata chiusa a chiave. Quindi si nascosero subito sotto al letto
,appena in tempo. Quando arrivò il killer, questi notò subito che
il frigo era stato aperto e la lettera era caduta per terra, poi
Paciano entrò nella stanza dove erano nascosti ma non trovò niente
di strano.
Quando
i ragazzi finalmente provarono ad uscire dalla stanza, Davide trovò
un martello utile per sfondare di entrata. Davide riuscì ad aprire
la porta, uscirono e chiusero dentro Paciano . Purtroppo Filippo
incimpò e fu bloccato da Paciano , la lanciò a Davide qualche
secondo prima che venne preso da Paciano. Davide scappando si accorse
di aver abbandonato
il
suo fratellastro. Tornò indietro e incontrò Paciano che gli
confessò di essere il loro vero padre.
(Davide
e Filippo)
IL
MISTERO DI SUSHI

Era
il 1649, quando il
gatto
Sushi, il gatto del Re, scoprì una cosa agghiacciante... Sushi
era il gatto reale del Regno di Inghilterra.
Un giorno, durante una passeggiata nelle praterie inglesi, il gatto
vide una casa abbandonata, curioso, decise di visitarla. Mentre
esplorava l'abitazione,
si addentrò in un seminterrato, questo
era
buio, visto che la casa era sprovvista di corrente elettrica.
Il gatto vide il corpo di un membro della famiglia reale
d'Inghilterra steso
a terra.
Sushi, spaventato, corse via, verso la casa reale, e
una
volta arrivato, avvisò impaurito, il padrone Carlo I, che preso
dall'ansia chiamò
la polizia.
Visto
che era il 1649, la polizia antica ci mise circa 1 ora ad arrivare.
Una
volta giunta, la polizia, sotto il comando
del Re, si diresse subito verso il luogo,
dove il delitto era stato compiuto.
Passarono
ore, ma nulla, la polizia e Sushi non tornavano.
Erano
circa le 4:00 del mattino quando il re Carlo
I decise di mandare le sue guardie reali a verificare se le indagini
fossero ancora in corso.
Una
volta arrivate, le guardie, non trovarono nulla, se non i corpi senza
vita del gatto Sushi e degli agenti della polizia.
Le
guarde riferirono tutto al re, che, preso dalla paura, si chiuse
nella sua stanza, pensando al povero gatto Sushi.
Si
trovarono delle impronte digitali sulla porta
della cantina della casa, ma visto che tutti i registri con le
impronte digitali, si trovavano negli uffici di Londra e il Re
viveva nella periferia, si dovette mandare qualcuno
a verificare a chi appartenessero le impronte digitali.
Le
guardie
scoprirono che il
presunto killer era... Joshua Cooper,
residente a Newcastle in via Saint' Gream 32. Joshua aveva già una
penale sporca, visti i suoi altri omicidi.
Ci
misero circa 15 ore prima di arrivare nella città, ma senza perdere
tempo
si diressero
nella casa del Killer per
arrestarlo.
In
memoria di Sushi, il Re fece costruire una statua nel centro di
Londra.
(Julian
e Gabriel)
LA
STORIA DI UNA CASA INFESTATA
La
notte del 31 ottobre, verso le nove di sera, i genitori di Sara la
chiamarono in
cucina, per dirle che sarebbe dovuta
stare un paio di ore a casa da sola, in quel momento Sara fu un po'
spaventata perché non sapeva cosa potesse succedere in
quella notte speciale, ma
era anche abbastanza felice perché poteva fare una festa in casa con
le sue amiche. ,Quando
arrivarono le ragazze,
Sara le fece entrare. Tutto
tranquillo, ma poco
dopo Sara e le sue amiche sentirono
il campanello suonare in continuazione. Sara andò ad aprire e trovò
un uomo che
disse che nella loro casa in quella
notte del 31 ottobre ci sarebbe
stato qualcosa di molto
paranormale. Sara e
le sue amiche si preoccuparono e non
riuscivano
a dormire perciò andarono
a cercare
o qualcosa
di anomalo in tutta casa. Ad
un tratto una ragazza
scomparve nel nulla. Poi
un'amica di Sara trovò
un pezzo di stoffa dei vestiti dell'amica scomparsa e
anche una porta che Sara non aveva mai
visto. La
aprirono e trovarono l'amica scomparsa, ma
affianco a lei c'era un uomo incappucciato.
Sara con coraggio tolse
il cappuccio all'uomo
e scoprì
che era padre che le aveva fatto un
terribile scherzo.
(Mia
e Ranim)

IL
DESTINO DELL'AMORE
Questa
storia racconta di due persone fatte una per l'altra, ma con molta
paura di confessare i propri sentimenti.
C'era
una volta una ragazza di nome Lea. Era
il suo primo giorno di scuola alle superiori, non conosceva quasi
nessuno tranne la sua migliore amica Martina che avevo deciso di
frequentare la sua stessa scuola per accompagnarla in questa nuova
avventura.
Lea
era una ragazza abbastanza timida, e non le piacevano per niente i
suoi nuovi compagni di classe. Di fatti non parlava molto con
loro, preferiva aspettare le pause per andare a chiacchierare con
Martina.
Un
giorno, di venerdì stava camminando con i libri in mano per i
corridoi, distratta a contare i fogli in mano, si scontrò con un
ragazzo e fece cadere tutto per terra. Lui si chinò per aiutarla a
raccoglierli.
Dopo
aver raccolto i libri e i fogli insieme, il ragazzo glieli porse in
mano guardandola negli occhi con un sorriso dolce.
Dopodiché
si strinsero la mano per presentarsi, lui disse: “Ei scusa per
averti fatto cadere le cose di mano, comunque piacere, mi chiamo
Emanuele.”
“Piacere
mio, mi chiamo Lea” , i due presero
strade diverse e tornarono a casa dopo scuola. Il giorno dopo si
rincontrarono al parco per pura casualità.
Iniziarono
a parlare, intanto passava il tempo e i due, senza accorgersene, si
innamorarono sempre di più, si scambiarono i numeri e si scrissero
ogni giorno, era un continuo tira e molla. Lea
un giorno però vide Emanuele con un'altra
ragazza. Lei MOLTO delusa e arrabbiata non gli rispose e non
gli scrisse più pensando che ormai per lei non c'era più speranza
con lui. Ma pensandoci di continuo non si diede per vinta e decise di
aspettarlo... magari un giorno sarebbe tornato da lei, o magari si
sarebbe accorto che lei era l'unica adatta a lui. Chissà???
Martina
scrisse ad Emanuele chiedendogli chi fosse la ragazza con cui era
quel giorno
Lui
disse solo che era una ragazza che aveva cominciato a conoscere da
poco senza voler dire il nome, inoltre aggiunse che purtroppo non
scriveva più a Lea per la gelosia di questa sua nuova relazione
segreta. Non c'era più niente da fare oltre a sperarci e domandarsi
di continuo: “Ne vale davvero la pena? Non si sa, aspetteremo che
il destino ci dia una risposta.”
Emanuele
continuò a stare con la sua nuova ragazza, mentre Lea
continuò
a pensarci sempre di più, convinta di poter nascondere per sempre i
suoi sentimenti nei suoi confronti.
Passarono
i giorni, i due certe volte si fermavano per parlarsi e ogni volta
dentro di lei si riaccendeva qualcosa e il suo
battito accelerava sempre di più,
mentre
lui invece non mostrava nessun segno di interesse.
Dopo che i giorni senza
parlarsi nè telefonarsi completamente passavano,
Emanuele
lasciò la sua
fidanzata, perciò Lea decise di
riscrivergli cercando di riportare il vecchio
rapporto che c'era all'inizio fra i due.
In
conclusione i due pian piano legarono sempre di più e per 10 mesi
nascosero i propri veri sentimenti. Finché un giorno Lea decise di
prendere coraggio e di dichiarargli il suo amore.
Lui
quel giorno, tanto confuso e indeciso, ci pensò...e dopo qualche
minuto
BOOOMM!!!
Le prende delicatamente le mani e guardandola
negli occhi, le rivelò che anche per lui sotto sotto c'era
sempre stato qualcosa.
Da
quel punto in poi i due innamorati diventarono inseparabili per
sempre
e
così iniziò un amore destinato a vita.
(Elisabeth
e Eya)
NINJBALL
C'era una volta un ragazzino di nome William che praticava ninjizu,
era un ragazzino socievole, amichevole e molto solare, e un giorno
incontrò una persona che gli cambiò completamente la vita ... il
MAESTRO SPLINTER! Il maestro Splinter raccontò al ragazzino
la sua storia, una storia triste e straziante. Una notte, mentre William
camminava in un parco, incontrò un uomo che pensava fosse il
maestro Splinter, invece era SLADO che in futuro sarebbe diventato la nemesi di William. Il giorno dopo scoprì che un nuovo cattivo Taiger Cloou tentava di far esplodere la sua scuola perciò durante il combattimento sbloccò una trasformazione, chiamata "Super guerriero blu" con cui riuscì a vincere il suo nemico. Poco dopo il maestro Splinter gli spiegò che se era successa una cosa del genere voleva dire che il suo destino era quello di diventare Kaioscin, cioè uno che puo' insegnare a tutte le persone, collegate a lui, queste tecniche e trasformazioni. Il giorno dopo, mentre Slado creava un arma letale, chiamata DOOMSDAY DEVAIS, che sarebbe stata caricata con il potere di un cristallo energetico, William meditava per imparare una trasformazione chiamata "ultra-istinto". Slado scoprì dove si trovava il cristallo ma William si presentò sul posto per combattere. Slado fece uscire un telecomando dalla tasca che attivava il Doomsday Devais. William si illuse di usare il super guerriero blu per batterlo, ma non ci riuscì. Arrivarono Splinter e SCREDER, che affrontarono il Doomsday Devais. Splinter e Screder si allearono per sconfiggere il robot gigante. Ma scoprirono anche un altro nemico che veniva da un pianeta alieno. Dopo un combattimento lungo e faticoso, pieno di colpi e urla strazianti, vinse William con tanta fatica grazie all'unione col suo amico.
La barbies Happywise
In un paese dove abitava solo Barbie c'era una collina che
veniva chiamata infestata perché era stata narrata un' antica
leggenda in cui in un castello viveva un'entità malvagia e
tutte le persone che ci erano state non erano più tornate. Per questo motivo due amiche decisero di avventurarsi nel castello per sapere dove fossero finite le altre barbie. Visto che non avevano armi, usarono il bastone di una scopa e una mazza da golf del fratello di
Barbie, Ken.
Appena entrate nel castello l'ambiente sembrò loro accogliente, ma appena entrarono in un'altra stanza si spaventarono profondamente perchéc'erano ragnatele dappertutto e ragni ovunque e perfino tanti
topi affamati che avrebbero mangiato perfino la mazza da golf.
Nel soffitto si poteva intravedere un grandissimo e spaventoso
ragno di nome Davide, che alle barbies disse di prestare attenzione,
così entrarono nella seconda stanza, però una mano con della
unghie molto affilate prese la caviglia di Barbie Amelia e la
trascinò fuori dalla stanza verso il corridoio.
Barbie Stella allora, presa dal panico, corse verso il corridoio
per aiutare l'amica, ma quando arrivò nel corridoio non vide
nessuno. Si preoccupò molto ma continuò l'avventura. Percorse tutto il corridoio e trovò una mappa del castello su cui c'erano tutte le stanze che aveva esplorato poi vide una stanza con scritto "HAPPYWISE" perciò vi entrò.
Le pareti erano rosa, c'era un tappeto tutto rosa, e un meraviglioso letto da principessa, un tavolino da tè per la merenda, e delle morbide poltrone su cui erano sedute due Barbies, la sua amica e una principessa del paese delle Barbies, scomparsa alcuni anni prima. La principessa aveva cambiato nome per non farsi riconoscere e per non
dover sposare Ken, così raccontò a Stella e ad Amelia perché fosse andata a vivere lì, e perché facesse spaventare le Barbie e i
Ken, con la sua leggenda.
(Aurora e Alessia)
UNA VITA TREMENDA
Nella una fattoria del contadino Abdul vivevano due
ragazzi ovvero i suoi nipoti Davide e Sara.
Il contadino era molto rigido con i suoi nipoti
perché aveva avuto un litigio con la figlia defunta.
Questo dava delle regole spietate: lavare le mucche, pulire
tutta la casa, niente tecnologia e se non finivano le
richieste entro il tempo desiderato dal contadino
finivano in cantina a digiuno. I ragazzi, stanchi del
comportamento del nonno, decisero di andare a
ritrovare il padre ormai smarrito da tempo. Decisero di andare
nella stanza del nonno a prendere tutte le
informazioni necessarie e scapparono dalla fattoria.
Si incamminarono verso la loro città natale, dove la
loro vecchia casa si trovava in perfette condizioni, ma
non sapevano che si sarebbero incamminati per un
viaggio quasi impossibile. Dopo qualche minuto si
ritrovarono di fronte alla laguna dei
coccodrilli, dovevano riuscire ad oltrepassarla, il problema era che non c'era nessuna via di passaggio quindi decisero di andare sopra i
coccodrilli, ma all' ultimo salto un coccodrillo si
svegliò e Davide scivolò e rimase bloccato così il
coccodrillo si avventò su di lui, per fortuna arrivò Sara che lo salvò.
Dopo il trauma, Davide e Sara ricominciarono la lunga
camminata in cerca del padre perduto, quindi arrivarono in città
dove vennero fermati dalla polizia, che li portò alla stazione di polizia per identificarli. Riuscirono a trovare i dati del loro padre
scomparso.
Quando il padre arrivò, Davide e Sara rimasero stupiti
della sua ricchezza perché aveva due bodyguard
ed era sceso da un elicottero privato.
Purtroppo arrivati nella casa del genitore scoprirono che il padre era un grande criminale, lo capirono grazie a moltissimi oggetti di
valore e alle armi. Decisero di investigare su di lui e trovarono
perfino tutti i documenti della madre defunta e scoprirono
che lui era l'assassino della loro madre. Decisero di
chiamare il nonno per aiutarli a fuggire da quel posto. l nonno
arrivò e per prima cosa dovette superare le guardie e
successivamente prese i nipoti per scappare.
Fortunatamente arrivò la polizia che arrestò l'uomo.
Il nonno, dopo l'arresto del padre dei ragazzi, li
portò alla fattoria e i ragazzi si scusarono con lui.
I ragazzi capirono che il loro nonno aveva cercato di dare ai giovani una buona educazione anche se un po' severa.
(Ibra e Cristian)