Che cos'è un legame? In queste settimane, ce lo
siamo chiesti tra i banchi di scuola con i ragazzi di prima.
Secondo Pirandello la relazione è un luogo
epifanico, un’ occasione di una vera e propria rivelazione di noi stessi. Nella
sua opera “Uno, nessuno e centomila”, il protagonista Vitangelo Moscarda
constata che la conoscenza di sé non avviene come auto-rivelazione davanti a
uno specchio, ma richiede la presenza dell'altro: è lo sguardo di sua moglie a
rivelargli aspetti di sé rimasti sconosciuti per 28 anni.
Moscarda
vive la sua "crisi" non per un evento straordinario, ma per un
dettaglio banale: l'osservazione casuale della moglie sul suo naso, che pende
leggermente da una parte. Quel piccolo commento rompe l'illusione di essere uno
per se stesso: è l'interazione tra il nostro sguardo e
quello altrui a farci da specchio vivente, costringendoci a fare i conti con
parti di noi che ignoravamo o rifiutavamo di vedere.
Questa
intuizione letteraria trova sistematicità nel 1955, quando gli psicologi Joseph
Luft e Harry Ingham elaborano la Finestra di Johari. Con questo modello i due
studiosi mettono in luce la dimensione relazionale dell'identità: ci conosciamo
attraverso l'interazione, siamo e ci comprendiamo nella relazione; nessuno di
noi si esaurisce nell'immagine che ha di sé.
Come si rimane stupiti quando qualcuno ci fa notare un aspetto di noi che non siamo capaci di cogliere da soli, così attraverso un'attività, un'esperienza, un incontro possiamo imparare a vedere con occhi diversi sia noi stessi che gli altri. È quello che hanno vissuto e sperimentato sul campo le classi prime con l'uscita di socializzazione avvenuta martedì 20 e 27 ottobre presso la piana del Cansiglio. «Sono state due giornate per stare insieme, scoprire e scoprirsi», dicono i ragazzi.
Alessandro ci racconta lo svolgimento della gita: se al mattino una camminata guidata tra i faggi ha permesso di "respirare insieme", il pomeriggio è stato dedicato all'orienteering, che ci ha permesso di mettere in pratica quanto appreso e sperimentare la forza del lavoro di squadra.
Condivide Samuele: «È stato bellissimo. Come prima gita è stata un'esperienza fantastica, spero ci saranno altri momenti così per conoscerci meglio e passare del tempo insieme. Sono grato ai professori per questa opportunità».
Tra le
mappe dell'orienteering e i sentieri del bosco, i ragazzi hanno così scoperto
che l'altro non è solo un compagno di banco, ma una bussola per scoprire chi
siamo davvero.
